Norme e standard in arrivo
Il 2026 segnerà l’entrata in vigore di una serie di aggiornamenti alla norma CEI 64-8 e, soprattutto, la piena applicazione del pacchetto europeo “Fit for 55”.
I progettisti non potranno più limitarsi a verificare la potenza installata: dovranno dimostrare, con relazioni di calcolo, che l’impianto favorisce l’autoconsumo da rinnovabili e la riduzione dei picchi di prelievo.
Per le nuove costruzioni, il quadro cambierà in tre direzioni principali.
- Obbligo di predisposizione alla mobilità elettrica nelle autorimesse condominiali.
- Pre-cablatura dei sistemi di monitoraggio dei consumi elettrici, termici e idrici.
- Maggiore tutela antincendio, con sezioni dei cavi commisurate al possibile sovraccarico dei punti di ricarica.
L’impatto economico non è trascurabile, ma l’aggiornamento normativo sta già orientando i capitolati delle gare pubbliche e delle grandi lottizzazioni private.
La sicurezza parte dal progetto
Materiali e dispositivi di ultima generazione
La nuova stagione edilizia punta su dispositivi che, fino a qualche anno fa, erano considerati opzionali.
Interruttori differenziali di tipo B, scaricatori di sovratensione coordinati e cavi LSZH sono destinati a diventare la regola, non l’eccezione.
Questa evoluzione nasce da due fattori.
Da un lato la maggiore presenza di elettronica di potenza negli edifici, dagli inverter fotovoltaici alle colonnine di ricarica; dall’altro la richiesta, da parte delle compagnie assicurative, di ridurre il rischio di incendio e di fermo attività.
Gli installatori confermano che sostituire un cavo tradizionale con uno a guaina priva di alogeni incide per pochi punti percentuali sul costo del materiale, ma riduce drasticamente i fumi tossici in caso di cortocircuito.
Il punto critico, dunque, non è il prezzo di listino, bensì l’aggiornamento delle competenze: posare un differenziale di tipo B richiede analisi a monte del coordinamento con i magnetotermici e con il sistema di messa a terra.
Progettazione integrata: architetti, termotecnici e impiantisti al tavolo
Il ruolo del coordinatore di commessa
Nel cantiere del 2026 la linea del tempo si accorcia: lo schema elettrico preliminare deve essere pronto quando ancora si stanno definendo le stratigrafie delle pareti.
È qui che la filiera tecnica gioca la sua partita migliore, siglando accordi e responsabilità prima dell’apertura dei lavori.
All’interno di un flusso coordinato, la figura chiave è quella che sa trasformare il concept in calcoli esecutivi e, subito dopo, indicare a chi posa cavi e quadri dove intervenire. L’esperienza maturata da BM Impianti dimostra che questa mediazione tecnica, unita alla conoscenza delle normative, consente di anticipare criticità e contenere gli extra-costi di cantiere. In questo modo il disegno definitivo nasce già allineato con la fase di installazione, evitando ripensamenti quando le murature sono chiuse.
La presenza di un referente unico semplifica anche la redazione del PSC e del fascicolo dell’opera, perché limita la sovrapposizione di impianti elettrici, termici e dati.
Di conseguenza, il coordinatore di commessa può concentrarsi sulla prevenzione degli incidenti in fase di montaggio invece di rincorrere incompatibilità rilevate a murature già chiuse.
Verso edifici plug-in: ricarica, rinnovabili, smart home
Il cantiere del 2026 in tre esempi reali
L’ultima frontiera è l’edificio che si comporta come un nodo attivo della rete.
Non solo consuma, ma immagazzina, condivide e, quando necessario, restituisce energia.
Tre esempi, già cantierizzati, mostrano cosa attenderci:
- Condominio a consumo quasi zero, Milano
Impianto fotovoltaico di 90 kW sul tetto, batterie condominiali e spine Tipo 2 in ogni box. Il contatore centrale gestisce i flussi in base alla tariffa oraria, liberando capacità quando il gestore di rete lo richiede. - Scuola secondaria, Bologna
Climatizzazione ibrida con pompa di calore reversibile e caldaia a condensazione di back-up. Sensori di presenza e analisi della qualità dell’aria agiscono sul sistema di ventilazione meccanica per tagliare del 25 % le ore di funzionamento in assenza di studenti. - Complesso direzionale, Napoli
Cogliendo l’obbligo di predisposizione, i progettisti hanno installato canaline ispezionabili dal controsoffitto al parcheggio sotterraneo. In futuro, la potenza destinata alle colonnine potrà crescere da 100 kW a 400 kW senza opere murarie aggiuntive.
Questi casi dimostrano che il vero discrimine non sarà il tipo di edificio, bensì la visione di chi lo progetta.
Chi saprà coniugare energia rinnovabile, storage e domotica garantirà non solo conformità normativa, ma un ritorno d’investimento tangibile per chi abiterà e gestirà gli spazi.
